IL vocabolario di latino

Il_vocabolario_di_latino A.A.A. cercasi traduttore universale in grado di tradurre dal gabryese all’italiano e dall’italiano al gabryese, che so qualcosa tipo IL, il famosissimo vocabolario di latino che tanto amavo e tanta compagnia mi ha fatto al liceo, e dove, se eri fortunato trovavi parti intere di versione già tradotte (chi ha fatto il liceo sa bene di cosa sto parlando). ecco mi servirebbe proprio…un bel vocaolario dove, quando ho qualche difficoltà ad esprimere quello che penso, apro a pagina 1242 e trovo già la traduzione…

ma perchè ogni volta che devo parlare di me finisco col dire cose che in realtà mi fanno apparire diversa da quella che sono (tipo verde con le antennine)? perchè ogni volta che devo parlare di me non riesco ad essere così brava con le parole come lo sono quando parlo di qualsiasi altro argomento? perchè quando sono io il soggetto della discussione divento ermetica più di montale ed ungaretti messi insieme(altro che m’illumino d’immenso!!)? perchè poi, quando parlo di me stessa, più tento di chiarire un concetto, che sembra chiaro solo a me, e più invece lo attorciglio e lo rendo oscuro…

all’università tutti mi dicevano che avevo un’ottima esposizione e invece mi prende una sorta di dislessia nei confronti di un unico argomento: ME STESSA.

per tutto il resto ho una favella che la metà basta…

forse la verità è che per far capire qualcosa di me, NON DEVO parlare di me…

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la bellezza salverà il mondo
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7 risposte a IL vocabolario di latino

  1. giudettina ha detto:

    sul blog ci riesci benissimo…ci sono solo forme diverse x essere se stessi.
    Ma hai veramente nostalgia di IL???
    Io ho acceso un cero x ringraziare di aver finito il liceo x non vederlo piu’!!!

  2. mikayla ha detto:

    a me non sembra tu abbia grosse difficoltà a parlare di te, almeno nel blog…forse è solo una tua impressione…
    Bacio!

  3. Morena ha detto:

    e se provi a scriverli certi concetti?

  4. Arthur ha detto:

    Perché poi parlare di se stessi? Può, il rischio c’è, diventare un lungo soliloquio, non credi?
    E poi a chi interessa, se noi parliamo di noi stessi? Che noia sentire gli altri che raccontano DI SE; tutte quelle persone che appena ne hanno la facoltà, ci mettono dentro i loro vissuti, le loro esperienze, i loro” come sono stati bravi”, ecc., ecc.

    Ma, come mai ti poni il problema? Senti la necessità di “raccontarti” perché pensi forse che gli altri non ti conoscono a sufficienza o cosa…il blog è già una bella vetrina di se!

    Credimi, non serve…e poi, personalmente ho letto molto del tuo blog e, mi sembra di aver capito tante cose di te.

    Quindi, hai centrato: “forse la verità è che per far capire qualcosa di me, NON DEVO parlare di me…” Nel momento in cui lo scrivi, sono sicuro che ne sei già convinta e per me, Arthur, con le cose che dici, ti racconti molto bene e, anzi, ne viene fuori una Gabry simpatica, creativa e ironica, forse alle volte troppo complicata per esigenze di copione ( il blog, deve essere sempre attraente…), particolarmente intuitiva e spontanea (almeno così mi sembri…).

    Come sarà realmente questa Gabry dal vero? Non è un invito.

    E poi, è bastato che tu scrivessi “ stamattina ho voglia di leggerezza” insieme a quella splendida foto, che subito mi sono sentito parte integrante di “quella leggerezza”, tanto da comprenderla e condividerla in pieno (a proposito, ma tu scrivi, io lascio un commento, e poi…???…!!!) (servono realmente i commenti???…)

    A.A.A. IL non serve, ci sei, e anche molto; non serve proprio altro.

  5. marshmallows ha detto:

    Ho avuto proprio una forte discussione con un mio amico nel fine settimana a questo proposito: parlo tanto, tantissimo, quando entro in confidenza con le persone, ma non parlo di me, non so farlo, non mi riesce, non so dire “io sono…” parole che sento addirittura presuntuose e spesso non riesco a spiegarmi, a farmi capire!
    Però sono certa che invece le mie azioni, i miei gesti e a volte anche i miei silenzi siano più utile di un manuale d’istruzioni e allora se qualcuno vuole sapere come sono fatta avrà anche la pazienza di fare attenzione a queste cose!
    E poi, come si fa a sapere come si è veramente? Per linee e principi generali si, ma poi si cambia e si cambiano idee e modi di essere, per non parlare delle sfaccettature, di cui tutti siamo pieni, e a volte, quelle, fanno davvero la differenza!

  6. Maya® ha detto:

    Gabry tesora, col blog ci riesci benissimo, almeno traspare tutta la costruzione e anche un pò di fondamenta e di paesaggio…forse sono gli altri ke non capiscono o non fanno per te, non tu ke non ti sai spiegare.
    🙂

  7. Stefy ha detto:

    a me succede il contrario… quando parlo di me, dei miei pensieri, delle mie paure, progetti, sogni o qualsiasi cosa mi riguardi sono bravissima; quando invece devo esporre qualcosa, per lavoro o dare una spiegazione mi impappino, non trovo le parole, mi sento a disagio e dico delle grosse cavolate.

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