un week end a Stoccolma

sono partita per stoccolma perchè ho trovato due biglietti con rayanair a soli 16 eurini, e così che svezia sia.

la partenza era venerdì alle 19.30 con arrivo a stoccolma alle 23.00 dopo circa 3 ore e mezza di volo. poichè l’aeroporto di arrivo è Skavsta, il secondo di Stoccolma, ed è a 100 km dalla città, preferiamo dormire nell’albergo esattamente di fronte l’aeroporto (il connect hotel le stanze non sono grandissime, ma è comodo, pulito e la colazione è ottima, anche se, col senno del poi, arrivare in città quella sera stessa era assolutamente fattibile), decidiamo di prendere il pullman per stoccolma l’indomani mattina alle 9, ma siccome siamo fortunati, il sabato la corsa delle 9 salta, così abbiamo dovuto aspettare per quasi un’oretta. il pullman ci mette un’ora e mezza per arrivare a stoccolma ma le zone che attraversa sono bellissime, e lascia esattamente alla stazione, in pieno centro città. stoccolma ci accoglie con un sole ed una temperatura meravigliosa e inaspettata. l’albergo che abbiamo scelto è in centro a soli 2 minuti a piedi dalla stazione e direttamente sulla piazza principale, il personale è molto carino e disponibile e le stanze grandi e belle. il tempo di lasciare le valige in camera e usciamo. ci si presenta davanti piazza Sergels Torg con la sua fontana e l’obelisco in vetro che di notte s’illumina dall’interno dscn6341.JPG. da lì ci avviamo al centro turistico per fare la Stockholm card, che vi consiglio vivamente di fare qualora vi trovaste a stoccolma. si può decidere la durata della card e il prezzo varia a seconda della durata stessa, io l’ho fatta per 48 ore ed è costata 52 euro. sembra cara, lo so, ma in realtà consente gli ingressi gratuiti a tutti i musei, all’acquario, al Luna Park del Tivoli, ai parchi naturalistici e in più è gratuito l’uso di tutti i mezzi pubblici (tragetti, tram, metropolitane), quindi praticamente si ripaga da sola. Poichè stoccolma è costruita su 14 isole, ognuna delle quali ha un nome e rappresenta un quartiere, ci rechiamo a prendere il traghetto per andare sull’isola Djurgarden. dscn6378.JPGL’attracco per la partenza del traghetto che fa il giro delle isole è su una piazza con delle grandi aiuole con il pratino che gli svedesi usano per stendersi a prendere il sole non appena ne vedono un raggio.  su questa piazza si trova la statua di Carlo XII, il teatro dell’opera, la chiesa di Sant Jacob (che è quella rossa con i tetti azzurri e un bel portale in pietra bianca e devo essere sincera che appena ho sentito il nome della chiesa ho subito pensato a Lost). dscn6372.JPG proprio dietro la statua di Carlo XII si trova un piccolo chiosco con tutti i tavolini all’aperto che è racchiuso e circondato da alberi . oltre questo baretto c’è quello che viene detto “giardino del re” con una grandissima fontana ad anfiteatro che diventa una specie di punto d’incontrodscn6387.JPG, quasi di fronte a questa fontana ci sono i grandi magazzini NK, tra i migliori di stoccolma, a quanto si dice…io non ho avuto il tempo di farci un giretto, e credo sia stata una fortuna per il mio conto corrente. come dicevo, abbiamo preso il traghetto “hop on hop off” che ci ha portato all’isola di Djurgarden. il tragitto dura solo pochi minuti, ma guardare stoccolma da questa prospettiva è bellissimo, si vede come gli stoccolmensi (ma si dirà così???) hanno un rapporto stretto con il mare, ci sono barche a vela, motoscafi e velieri ovunque. attraccata ad una sponda dell’isola di Djurgarden c’è una nave rossa, trattasi della nave rompighiaccio di stoccolma che negli inverni gelidi in cui si riesce a gelare anche il mare, viene messa in azione per consentire di spostarsi da un’isola all’altra anche via mare. dscn6407.JPG arrivati a Djurgarden la prima tappa è per il parco Skansen. mentre ci dirigevamo all’ingresso del parco, facciamo un incontro ravvicinato del 3 tipo con un esempio di Tamarro svedese: BMW tutta serigrafata, finestrino abbassato, musica UNZ UNZ con megabassi e 4 tizi con occhialoni da sole a bordo. e quindi sono lieta di comunicarvi che il tamarro non è solo un esemplare della fauna italica, bensì internazionale…dscn6431.JPG vi consiglio la visita dello Skansen. è un parco molto grande suddiviso in più parti; una parte è dedicata alla riproduzione della vita contadina lappone con case e fattorie trasportate qui da tutta la svezia,dscn6443.JPG è come immergersi in un’altra epoca, si possono trovare l’emporio, il fabbro, il fornaio tutti con i costumi tipici e tra l’altro vendono davvero pane, te’ ecc… un’altra parte è una specie di parco naturalistico con gli orsi, alci, lupi, e scoiattoli e papere ti gironzolano intorno senza la minima paura. dsc_0130.JPGc’è anche una chiesa dove celebrano matrimoni, io mi sono imbattuta in un matrimonio riparatore…la sposa era decisamente incinta :). all’ingresso dello Skansen c’è un chioschetto, vi sconsiglio vivamente di chiedere un caffè, il ragazzo che c’è nel chioschetto ci mette un quarto d’ora a prepararlo e la preparazione è a dir poco rocambolesca…anzi quasi quasi vi dico di andare, almeno vi fate un paio di risate, perchè, poverello, il tizio ce la mette tutta, ma proprio non ce la può fare…il bar che c’è accanto a questo chiosco non vende coca cola o bibite simili ma solo cose naturali tipo succo di mela ecc.., in compenso, come in quasi tutti i locali di stoccolma, c’è il tavolo dei dolci, perchè a stoccolma c’è la tradizione della fika, non strabuzzate gli occhi e pensate male, chiamano fika una spuntino a base di dolce e caffè che si può consumare a qualsiasi ora del giorno (avevate pensato male ehhhh). usciti dallo Skansen, proprio lì accanto c’è il Luna Park Tivoli, e, inutile dirlo, ci sono andata. le principali attrazioni sono le montagne russe che ti frullano ti mettono sottosopra e ti fanno fare la giravolta dscn6472.JPG e un’affare alto 100 mt che dopo averti portato in cima seduto su una specie di seggiolone, ti lascia precipitare giù. io volevo fare la prima, mia sorella la seconda, così accontento mia sorella e andiamo nell’affare alto 100 mt… vi dico solo, se come me soffrite di vertigini, NON FATELO!!! perchè sto coso ti porta a 100 mt e prima di lasciarti precipitare, ti inclina verso il basso costringendoti a guardare giù…e non so se avete idea di cosa significa guardare 100 mt sotto…solo a riparlarne mi sudano le mani, in compenso mia sorella che pensava fosse una passeggiata di salute, frignava terrorizzata mentre io pregavo dio in tutte le lingue del mondo….dicono che la discesa duri 2 secondi e mezzo ma io vi dico che ho avuto tutto il tempo di pensare che stavo morendo e di recitare due preghiere buone….ho continuato a tremare per i 10 minuti successivi una volta scesa da questo affare infernale, e posso dire tranquillamente una cosa: MAI PIU’ dscn6473.JPG. inutile dire che poi ho fatto anche le montagne russe e vi assicuro che queste si che erano una passeggiata di salute rispetto all’affarone. usciti da lì abbiamo preso il traghetto per tornare indietro. erano le 21.30 e il sole stava tramontando…la vista del tramonto su stoccolma dal mare, con le mongolfiere in cielo e lo skyline della città toglie letteralmente il fiato. dscn6480.JPG. il traghetto aggira l’isola di Blasieholem e di Skeppsholmen dove vediamo il castello mediavele di un color rosso corallo e un veliero del 1888 trasformato in ostello. dscn6474.JPG. Sbagliando fermata, scendiamo sull’isola di Gamla Stan, la stoccolma antica, e li ci avventuriamo per le viette strette e suggestive, piene di negozietti di artigianato e souvenir e piccoli locali sul lungomare. mi stupisce il fatto che quasi tutti i lacali hanno sedie e tavolini all’aperto e noto che non ci sono le stufone a fungo che abbiamo in italia ma in ogni sedia c’è una coperta dscn6483.JPGche serve a chi decide di stare nei tavolini all’aperto per coprirsi, trovo l’idea bellissima. camminando per le viuzze di Gamla Stan quasi per caso mi imbattodscn6486.JPG nella statua di san giorgio e il drago e in una piccola via chiamata, chissà perchè, passeggiata dei fantasmi. essendo ormai le 21 passate, decidiamo di cenare in zona e seguiamo il consiglio che c’era stato dato da una ragazza del luogo andando a mangiare in un ristorante che prepara piatti tipici svedesi. il locale si chiama Den Gyldene Freden, gli interni sono tutti in legno, è accogliente anche se le sedie sono decisamente scomode. su consiglio del metre ordiniamo una mega salsiccia tipica svedese (che ha scatenato non pochi ilari e allusivi commenti), polpettine con una buonissima salsa di mirtilli e pourè e bollitodscn6492.JPG dscn6491.JPG. devo confessarvi che è tutto buonissimo. paghiamo circa 38€ a testa e ne vale la pena…le polpette erano divine. quando usciamo dal ristorante, nonostante siano le 11 c’è ancora un po’ di luce nel cielo, così decidiamo di tornare a piedi all’albergo. dscn6496.JPGattraversiamo un’altra isola e la vista che ci si mostra da uno dei ponti è semplicemente bellissima. prima di rientrare definitivamente in albergo decidiamo di passare dall’absolute ice bar di stoccolma che è all’interno del Nordic Sea Hotel.dscn6504.JPG non è distante dall’albergo e vale assolutamente la pena andare. l’ingresso costa 12 euro con una consumazione inclusa, prima di entrare ti danno un poncho con il cappuccio e dei guanti da neve, superi due porte e ti ritrovi in un posto meraviglioso con una temperatura a -5° dove tutto è di ghiccio dal bancone ai bicchieri. il barista (vestito e imbacuccato come il capitano di una nave) mi ha spiegato che cambiano tutto il ghiaccio ogni 6 mesi e le lastre sono prelevate direttamente da un fiume ghiacciato. l’atmosfera è divertente e ci si aggira per il locale facendosi grasse risate. La seconda giornata ci accoglie con pioggia e freddo, così mentre il primo giorno eravamo in giro in maniche di camicia il secondo avevo addosso maglione, piumino, sciarpone di lana e cappelo. decidiamo di dedicare la giornata ai musei. iniziamo dal Vasa. ci arriviamo alle 1o (ora di apertura) e praticamente non troviamo fila. il vasa è un museo costruito intorno ad un vascello del 1600 affondato al largo di stoccolma. è stato recuperato e ricostruito completamente….è incredibile stare davanti a una nave simile, ti senti proprio dentro un film di pirati. dsc_0165.JPGtra le aitre cose, i curatori del museo hanno deciso, partendo dagli scheletri delle persone affondate insieme al vascello, di ricostruirne il volto e immaginarne la storia, e fa una certa impressione trovarsi faccia a faccia con degli svedesi del 1600. se decidete di andare a visitarlo (e io ve lo consiglio) andate, come ho fatto io, all’apertura, perchè quando noi siamo usciti, la fila per entrare faceva quasi il giro dell’isolato. la seconda tappa è per l’acquarium vicino al vasa….se avete in mente l’acquario di genova allora non andate, perchè è un piccolo acquario anche se secondo me ha il suo fascino. la terza tappa della giornata è il Globe. trattasi della copertura a forma si sfera dell’auditorium.dscn6559.JPG è un po’ furoi mano rispetto al centro e quindi prendiamo la metropolitana. mentre ci avviamo alla fermata della metro, quasi casualmente ci imbattiamo nel palazzo reale e nel cambio della guardia… inutile dire che ho sentito parlare l’italiano più lì che in centro a roma….ma tornando al globe, la sua particolarità è l’ascensore esterno, anche lui a forma di sfera, che ti consente di vedere tutta stoccolma dall’altro…ormai dopo l’affarone di 100 mt sono diventata temeraria…peccato non aver calcolato che la pioggia e il vento battente facciano tremare l’ascensore (porca paletta!!!). in compenso vi consiglio di fare pipì nei bagni del globe. oltre ad essere pulitissimo non si deve praticamente toccare nulla, tutto è azionato tramite fibre ottiche (sciaquone, luce, acqua del lavandino, asciuga mani)…praticamente il mio bagno pubblico ideale. il globe è nel bel mezzo di una zona piena di centri commerciali dove è possibile fare shopping…dscn6568.JPGma non illudetevi, la moda lì fa decisamente schifo…ho fatografato un esempio di abito che era in vendita in un negozio: orroreeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee. poichè praticamente tutti i musei chiudono alle 17 decidiamo di andare all’unico che resta aperto fino alle 20, cioè il museo della fotografia. le fotografie di Annie Leibovitz da sole valevano la pena della visita. bellissima poi la vista delle finestra all’ultimo piano del museo, dove c’è il bar, ti fa sentire come se fossi in una nave direttamente sul maredscn6575.JPG. rientrando in albergo per asciugarci da tutta l’acqua presa nella giornata, decidiamo di andare a mangiare la renna…non sapendo quale ristorante scegliere vado alla reception a chiedere consiglio, ma non conoscendo la parola “renna” in inglese chiedo alla signorina dove posso mangiare “the santa claus’s animals”, che detto così fanno anche pena, poveri animaletti (molti sensi di colpa mi assalgono: e se babbo natale quest’anno non porta i regali, sarà colpa mia che gli ho mangiato le renne???). la signorina ride tanto e mi consiglia il Prinsen, un ristorante non lontano dall’albergo. dscn6577.JPG dscn6578.JPG vi consiglio anche questo ristorante, è accogliente e il Metre, Fotios, un greco simpaticissimo, ci ha preso a simpatia e oltre alle cose ordinete (salmone e bistacca) ha cominciato ad offrirci grappa, vin santo, meringata, e un caffè che era praticamente perfetto. già solo Fotios vale la pena di andare a cena lì. l’ultimo giorno si presenta con il sole, ma il freddo resta. il nostro aereo è alle 17 quindi abbiamo il tempo di girare un po’ per souvenir. io volevo andare da Bookbinders una cartoleria con un sacco di prodotti fatti a mano, ma l’ho trovata chiusa per ristrutturazione, allora ci siamo spostati alla cioccolateria artigianale Chokladfabriken….praticamente una specie di paradiso per gli amanti dei cioccolatini. l’ultima tappa l’abbiamo dedicata al mercato al coperto Hotorgshallen. dscn6597.JPGè un mercato enorme dove potete trovare qualsiasi tipo di cibo, la prima cosa che mi colpisce sono gli odori, fortissimi, e i colori della frutta e del pesce in vendita. vi consiglio di andarci il primo giorno e poi magari pranzare sempre lì, c’è di tutto, anche tavolini e posti a sedere per poter mangiare tranquillamente, ed è sicuramente più economico di un ristorante.. tornati all’aeroporto mi stupisco nel vedere orde di persone sdraiate sulle aiuole a prendere il sole proprio di fronte all’ingresso e mi rendo conto che questo è uno degli aeroporti più anomali che abbia mai visto , dscn6606.JPG vi immaginate la stessa cosa a Fiumicino?????…stoccolma mi saluta così…  vi ho messo il link praticamente ovunque perchè la volta scorsa, quando ho parlato di amsterdam in molti mi hanno chiesto di sapere quali erano gli alberghi e i locali…spero di non avervi annoiato con sto post lungherrimo…..

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7 risposte a un week end a Stoccolma

  1. suysan ha detto:

    intanto to dico Bentornata….poi torno e mi leggo tutto il post!

  2. sorridente ha detto:

    Annoiata? Ma schierzi!! E’ interessantissimo e divertente!!! (ho anche preso appunti perché prima o poi a Stoccolma ci voglio andare!!!) 🙂

  3. suysan ha detto:

    Certo che è buffo pagare la card 52 euro e il biglietto per il volo solo 16 euro…..

    Che ridere chiedere degli animali di Santa Claus, non sapendo come si dice renne…è proprio vero che gli italiani non si perdono mai!

  4. Martina ha detto:

    Mi hai fatto venire la voglia di tornarci….Altro che post lungherimo! Baci Marty

  5. gabry ha detto:

    -@ sorridente: grazie 🙂 a dire il vero a volte penso che sti post chilometrici siano noiosissimi :))) ps, vai assolutamente…stoccolma vale la pena di essere vista
    -@ syu: si è vero, costa di più andare sui traghetti di stoccolma che arrivarci a stoccolma:..ci sappiamo arrangiare sempre…in fondo è il bello di noi italiani ehehehhe
    -@ martina: grazie grazie ;)))

  6. mamba ha detto:

    ma quanto è bello viaggiare!!!
    fantastico post gabry pieno zeppo di cose interessanti…compreso…dove fare pipì ahahahaha!!!
    le polpettine sembrano buonissime…sbav…
    la camiciuola invece…FA SCHIFO!!! XD
    bello davvero…mi hai fatto venire voglia di ripartire!

  7. soulista ha detto:

    -@ Mamba: questi post chilometrici sui viaggi li scrivo proprio per poter dare qualche spunto a chi vuole fare un viaggetto 🙂 contenta che ti piacciano

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