al Festival del Cinema di Locarno

era da un po’ che non andavo al cinema, così qualche giorno fa per non farmi mancare niente, ho preso un aereo e sono andata al festival del cinema di Locarno. ora starete lì a chiedervi se sono pazza (a parte che la risposta è si, decisamente), ora vi spiego meglio.
per motivi che non sto qui a spiegare, mia sorella è stata invitata come ospite al festival del cinema di Locarno, poichè aveva la possibilità di portare con se un accompagnatore, ha deciso di portare me.
così il 10 agosto prendiamo un aereo per quella che sarà una “toccata e fuga”. arrivati a malpensa prendiamo la macchina in affitto e ci avviamo. il nostro navigatore, forse trovatosi spaesato a causa del cambio d’aria da sicula a nordica, decide di farci fare un giro turistico dei paesini, facendoci uscire dall’autostrada, quando decidiamo di fare di testa nostra rientrando appunto in autostrada, arriviamo alla frontiera con un ritardo epocale sulla tabella di marcia. è la prima volta che passo la frontiera in macchina e mi fa anche un po’ strano…anche perchè mica lo so cosa si fa quando si passa la frontiera…e la scoperta è che non si fa nulla, ad eccezione che pagare per avere un bollino di ingresso in svizzera (figurati se manca un esborso di eurini o franchi che siano).
ci avviamo a Lugano, è lì che c’è il nostro bellissimo albergo con terrazza sul lago, l’ Eden per la precisione, un mega 5 stelle lusso che io non mi sarei mai potuta permettere ma che ci ha preso e pagato chi ci aveva invitato all’evento, bontà loro.

siamo in un ritardo micidiale così abbiamo giusto il tempo di salire in camera, cambiarci alla velocità della luce e scendere per prendere la macchina ed andare all’aperitivo organizzato per gli ospiti al castello di Locarno, che è esattamente come ti immagini un castello, con tanto di merli, torri e stradine assolutamente impossibili se metti i tacchi. e manco a dirlo io avevo non solo i tacchi, ma avevo le scarpine del post precedente (vedere fotina qui giù pliz), quindi ho dovuto sfoderare tutte le mie doti di equilibrismo sui tacchi, del quale, tra l’altro, sono campionessa mondiale, per non fare la fine di una slavina e precipitare giù per tutta Locarno. durante l’aperitivo che è stato seguito da una cenetta, abbiamo fatto un po’ di pubbliche relazioni. quattro chiacchiere a destra, quattro a manca in attesa che alle 21 ci portassero in Piazza Grande, dove vengono proiettati i film del festival. una volta arrivati e seduti sui nostri posti riservati, abbiamo assistito alla premiazione con il pardo d’ora alla carriera del regista Alain Tanner. la cosa che mi ha stupito è che la manifestazione fosse praticamente in 3 lingue, francese, inglese e italiano, e che tutti capivano tutto perfettamente senza la necessità di una traduzione, (ad eccezione di noi italiani, ovviamente). io dovevo fare uno sforzo di concentrazione micidiale per capire il francese, che non ho mai studiato ma che non so per quale motivo, capisco leggo e parlucchio un po’ soprattutto grazie ai miei amici parigini.

la proiezione del film doveva iniziare alle 22, e con una precisione svizzera è iniziato alle 22.02, è un film israeliano con i sottotitoli in inglese e francese, cosa che mi atterriva e non poco…. ma alla fine il film “the human resources manager” è stato davvero un bel film e i sottotitoli erano facilmente comprensibili. con mia sorella ci siamo ripromessi di andarlo a vedere non appena esce in italiano, anzi ve lo consiglio se doveste vederlo in giro per le sale. a 2 minuti dalla fine del film ha cominciato a piovere, e io mi sono chiesta se anche questo non era una perfetta organizzazione svizzera, infatti se il film non fosse iniziato con quei 2 minuti di ritardo avrebbe cominciato a piovere esattamente sui titoli di coda….So’ proprio Svizzeri!

camminando per Locarno sotto una pioggerellina leggera, meditando se non fosse il caso di camminare a piedi scalzi per evitare di rovinare i sandali (cosa che non ho fatto solo perchè mi hanno fatto desistere i miei accompagnatori), mi sono resa conto di quando fosse differente dalla mia città. pulita, silenziosa, ordinata, tranquilla, la prima, caotica, sporca, rumorosa e incasinata la seconda…due mondi opposti praticamente. eppure….

tornati nel nostro megafantaiperfavolosohotel5stellelusso abbiamo esattamente 3 ore per dormire perchè alle 4 dovevamo riprendere la macchina per tornare a malpensa e prendere il nostro aereo alle 7.30….

messe in macchina che ancora era notte fondo, sotto i lampi e la pioggia svizzera, abbiamo fatto di nuovo il giro dei paesini ma stavolta perchè nei pressi di como stanno facendo la terza corsia dell’autostrada. grazie a questo giro turistico nel comasco, sono passata a meno di 3 km da casa della mia Simo. che strano essere così vicini e non potersi vedere!!!sob sob

arrivati all’aeroporto in tempo per prendere il volo, quelli della easy jet ci comunicano molto “gentilmente” che l’aereo di mia sorella era stato anticipato di mezzora e che avevano avvisato inviando una mail la sera prima…. che per loro è normale anticipare il volo delle 7.30 di mattina mandando una mail la sera prima…. mah.

insomma io rientro con il mio volo verso la mia città e mia sorella deve prendere il volo successivo per la sua città (viviamo in due città diverse, chiaramente)

il tutto in 15 ore…praticamente posso dire di essere stata davvero al cinema a locarno 🙂

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la bellezza salverà il mondo
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8 risposte a al Festival del Cinema di Locarno

  1. verde acido ha detto:

    ecco, praticamente si..sei stata al cinema a locarno!
    quanto bello è vedere i film con i sottotitoli?!
    ps: chiara ferragni è una blogger… il suo blog si chiama “theblondesalad”.. forse dopo averlo letto capirai meglio il mio post
    bacissimi

  2. gabry ha detto:

    -@ bri: gli ho dato un’occhiata e ho letto che ha appena scoperto che vanno di moda le piume….se me lo chiedeva glielo dicevo un anno fa…mah…vabbè lasciamo perdere va che altrimenti mi faccio il sangue amaro (come si dice qui da noi). ad ogni modo, bello andare al cinema a quasi 1700 km da casa 🙂

  3. verde acido ha detto:

    gabry fescion aicon! 😀

    comunque, da addetta ai lavori, il tuo post mi ha incuriosito come una scimmia!

  4. gabry ha detto:

    -@ bri: tenc iu tanc iu, aim a fescion icon ai nou i nou….end mai englisc is uondeful :). comunque il film te lo consiglio assolutamente, è bellissimo ti fa riflettere ma in certi momenti fa anche molto ridere. non credo che avrà una mega distribuzione (perchè in italia ci meritiamo i film di de sica, mica i bei film) ma ti consiglio di cercarlo e andarlo a vedere 🙂

  5. Martina ha detto:

    Il bollino che hai pagato alla frontiera é l’equivalente del nostro pedaggio autostradale per tutto l’anno….Pensa che se per caso quella stessa macchina a noleggio ripassa alla frontiera da qui ad un anno il fortunato noleggiatore non paga più nulla!

    Ho girato troppo in macchina? Dici?

  6. verde acido ha detto:

    Beh immagino, la cinematografia asiatica è a dir poco eccellente..
    prodotti che noi ci sogniamo che purtroppo, vuoi per lacune culturali, vuoi per scarso “appeal” con il pubblico occidentale, restano circoscritti nella nicchia dei festival,ma è un peccato..
    piccolo aneddoto: era il mio primo festival, film iraniano,-manco a dirlo bellissimo,storia di un ragazzo disabile rifiutato e segregato dalla sua famiglia- la madre, in ogni scena in cui cucinava qualcosa aggiungeva sempre dei cetrioli..
    Io ero accanto al romano(ricordi?) e nella mia profonda ignoranza -e innocenza-me ne esco con un “MA QUESTA STA SEMPRE CON UN CETRIOLO IN MANO??”…. immagina da sola le conseguenze di questa uscita 😆
    (…mi fu spiegato poi, dal romano, che il cetriolo è usatissimo nella cucina iraniana)

  7. icoloridellarcobaleno ha detto:

    Mai scendere dai tacchi!! Per nessun motivo e in nessuna condizione climatica!! Questa è la parola d’ordine!!:-))

  8. gabry ha detto:

    -@ martina: ma porca paletta, e pensare che io ci sono stata meno di 15 ore……
    -@ bri: non ne parliamo, proprio qualche giorno fa mi lamentavo del fatto che a maggio è uscito al cinema “the road” tratto dal libro “la strada” di mccarthy che tra l’altro è il mio libro preferito, lui è lo stesso che ha scritto “non è un paese per vecchi”, m poichè questo libro e di conseguenza il film, è molto crudo e a volte triste allora hanno ben pensato di fare una distribuzione minima e addirittura ha rischiato di non essere distribuito per niente in italia. ma tant’è….ma il romano a quel punto quante te ne può avere dette sui cetrioli??? ahahahha poi i romani ad ironia non si fanno pregare da nessuno 🙂
    -@ sorridente: mai assolutamente. ormai io ho i piedi come le barbie, presente??? eheheh

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