e comunque…

ho guardato la data di oggi sul calendario e all’improvviso mi sono ricordata che è il tuo compleanno.
sei stato più di un amico per tanto, tantissimo tempo. il liceo, sempre insieme, mi passavi i compiti di matematica e io facevo i disegni per te. prima del suono della campanella facevamo un giro per il paese sul tuo motorino verde e bianco e ci sentivamo contenti così. le ore di educazione fisica  seduti vicini al sole in cortile a parlare del futuro. e poi l’università. tu sei andato via, a Roma, per seguire il tuo sogno, io sono rimasta nella nostra terra. erano periodi diversi, c’erano i primi cellulari e chiamare costava uno sproposito, così per sentirci ogni sera e passare ore ed ore al telefono, scendevo alla cabina telefonica sotto casa mia, nella city, e ti chiamavo al convitto degli studenti. parlavamo parlavamo parlavamo. e poi ci scrivevamo ogni 3 gg. beh in realtà io ti scrivevo ogni 3 gg, tu due volte al mese, che scrivere proprio non ti piaceva. tu eri tutto numeri, formule chimiche, scienza. mi ricordo quando tornavi qui, allora dovevamo necessariamente dedicarci un giorno solo per noi, prendevamo la macchina e andavamo via per un giorno intero. niente di che, solo 4 risate, tante chiacchiere, tanti sogni…era un po’ come se stessimo riprendendo confidenza con noi stessi…ci dicevamo tutto tutto…e per la tua laurea io c’ero e tu c’eri per la mia, e i primi lavori, il dottorato, i tuoi viaggi all’estero, in fondo ormai eri un ricercatore… e poi? io so bene cosa è successo, e lo sai bene anche tu. e l’ultima cosa che hai fatto, anzi che non hai fatto, è stata per me come ricevere una coltellata allo stomaco proprio da una persona dalla quale non te l’aspetti. guardi la tua ferita incredula, il sangue che ne fuoriesce, la persona davanti a te con il coltello ancora in mano e ti dici che non è possibile, che non può averlo fatto, non può davvero….
e non provi tanto dolore per la ferita in se, ma per averla ricevuta da quella persona. ecco. questo è quello che ho provato l’anno scorso quando ho scoperto cosa avevi fatto…

eppure, nonostante tutto, oggi, quando ho visto nel calendario la scritta 1 luglio, ho pensato a te…al tuo compleanno…ho pensato al nostro viaggio in inghilterra, al tuo motorino bianco e verde, al sole in cortile, a tua madre e tuo padre, alle nostre colazioni insieme, ai viaggi, alle telefonate, le risate, le lacrime, gli abbracci, gli incontri…e quella coltellata ha ricominciato a farmi male

e comunque…

AUGURI

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Informazioni su gabry

la bellezza salverà il mondo
Questa voce è stata pubblicata in a little bit of sadness, addii, amicici, c'era una volta, dentro di me, gabry's life, me myself and I. Contrassegna il permalink.

15 risposte a e comunque…

  1. Diemme ha detto:

    Credo che per te vedere il primo luglio sia come per me vedere il primo novembre.

    Sì, forse è proprio così, le ferite che per un giorno riprendono a sanguinare, che altro che il miracolo di San Gennaro!

    Magari però una telefonata per gli auguri ci può stare, e chissà che lui non sappia spiegarti perché ha fatto ciò che ha fatto… il momento del fesso passa per tutti, e tutti nella vita sbagliamo: “la prima si perdona, la seconda si bastona”.

    Se è la prima, perdona, dimentica, e magari riabbraccialo.

  2. Maraptica ha detto:

    E’ singolare ogni “fine”, dolorosa e unica a modo suo. Una fine è quasi sempre dolore puro, ma le modalità fanno la differenza. Dai che oggi è 2… 🙂 Ciao Gabry

  3. gabry ha detto:

    -@ Diemme: una telefonata? non so se sia il caso, gli ho mandato un sms quando ho scoperto cosa aveva fatto chiedendogli perchè…lui non mi ha risposto…non so neanche se gli sia arrivato…e ora comunque mi chiedo a cosa serva sentirsi…e non era la prima volta che lui faceva qualcosa che rischiava di mandare all’aria il rapporto che avevamo…ma questa è stata davvero brutta…
    -@ Maraptica: si è vero, le modalità fanno la differenza…e purtroppo stavolta non so come sia potuto accadere…

  4. marcoangels ha detto:

    Ho letto. Ho sorriso. E in parte mi sono commosso. Ma avrei voluto trovare le parole giuste da esprimere, ma non necessariamente da scrivere qui, proprio per me.. Perché nel mio piccolo qualcosa ho ricevuto anche io. E gli auguri vanno a te.

    • gabry ha detto:

      per me questo è uno dei crucci più grossi che ho…è una perdita che mi fa male perchè alcune persone ti illudi ci saranno sempre…e poi invece vanno via in un modo che ti fa male…

  5. Diemme ha detto:

    Eppure io un tentativo lo farei.

    Se anche non dovesse servire a riallacciare, se pure non dovesse servire a chiarire, servirà sempre a dire a te stessa che ci hai provato.

    Le amicizie così sono troppo importanti per non tentarle tutte.

  6. gabry ha detto:

    ci ho pensato non sai quante volte e quando ho scoperto cosa aveva fatto gli ho mandato un sms perchè volevo capire (lui vive all’estero) e non ho avuto mai risposta…a questo punto a che serve???

  7. Diemme ha detto:

    A niente, ma forse la questione meritava più di un sms. Non ti do consigli, perché io dai miei amici non sono mai riuscita ad avere risposta, e sempre con amici uomini mi è successo: se la cantano, se la suonano, si convincono, si danno ragione e si chiudono in se stessi in un guscio impenetrabile (magari si vendicano pure, di che lo sanno solo loro).

    Con lo stesso Arthur, tu credi che mi sia mai stato possibile ricostruire cosa è successo? Io di come ho vissuto certe cose, di come mi sono sentita e cosa mi abbia detto la testa in quei momenti gli ho detto tutto, per filo e per segno, nero su bianco, e quasi mai ho ricevuto risposta.

    Poi ha incominciato a cinguettarsene con Sol per tutta la blogsfera, e addio vecchia Diemme, addio “compagna adorata, non ti dimenticherò mai”.

    Eppure, ci fosse ancora una mezza possibilità di chiarirsi, di capire cosa è passato per la sua di testa, giuro che non me la lascerei sfuggire.

    Ma forse sbaglio, il passato va sepolto, come il nucleare sotto una colata di cemento a tenuta stagna.

    Che poi, dentro a quel cemento, le scorie ci impieghino decine di migliaia di anni a dimezzarsi, a chi sta fuori non importa.

    • gabry ha detto:

      non so cosa è giusto e cosa no. ognuno ha i suoi equilibri, ognuno ha il suo modo di risolvere le cose. probabilmente il mio non è quello giusto, un sms non basta. ma a volte ci sono cose che ti lasciano veramente senza parole…

  8. mikayla ha detto:

    quando perdi un amico che è stato tutto per anni è peggio, molto peggio, che perdere un qualunque fidanzato…e passerà il tempo in cui ti chiederai ogni secondo il perchè è successo…ma non passeranno mai i bei ricordi e non ti dimenticherai mai di lui…almeno per me è stato ed è così…
    Smack!

    • gabry ha detto:

      si è vero, anche io penso che le delusioni di un amico possono far più male di quelle ricevute da un qualunque fidanzato…spero che resteranno le cose belle, anche se al momento ho solo tanto ma tanto dispiacere

  9. Diemme ha detto:

    L’abbandono di un amico ha anche meno senso di quello di un fidanzato.

    Quello d’amore è un rapporto che richiede di più, più compatibilità, esclusività, e una serie di altri fattori: l’amicizia per certi versi è più bella perché è più libera, e questo dovrebbe renderla anche più forte, come una canna che si piega al vento.

    Quando si perde un amico, quello che spiazza di più è che non ce n’è motivo. Sofferenza enorme, e assolutamente gratuita, senza ragione, senza senso.

    Destabilizzazione. Lacrime. Occhi nel vuoto. Speranza che sia solo un brutto sogno, che ci si possa risvegliare dall’incubo e ritrovarcelo accanto. Non è mai così.

    Io posso dirti solo una cosa: agli “amici” che mi hanno fatto questo non ho permesso di ritornare: forse ho sbagliato, ma un dolore così grande come quello che ci hanno inferto non può essere gratis.

    Come prima? Ma de che???

    • gabry ha detto:

      infatti. non so, è brutto dirlo, ma forse da un uomo, un fidanzato, un po’ te lo aspetti, da un amico proprio no. le ferite inferte dagli amici sono le più profonde e dure da accettare…e io ne so un tot di ferite inferte dagli amici..,purtroppo

  10. olivia ha detto:

    ..io sono un incredibile romanticona ..e allo stesso tempo credo nelle amicizie ..nel volersi bene oltre tutto e tutti ..e ti direi ..chiamalo ..sti ca’ della coltellata!! Un abbraccio

    • gabry ha detto:

      si olivia, ma a volte alcune cose, soprattutto se precedute da una serie di altre cose, non possono essere messe da parte…ci ho pensato anche io a chiamare…ma solo per farmi dire in faccia una serie di cose e dirgli quello che penso…e probabilmente sarebbe ulteriore frattura

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