Premessa…

questo viaggio negli USA è nato da un incontro. Per la prima volta 7 anni fa un signore di oltre 70 anni si presentò alla porta dei miei genitori. appena mio padre lo vide si rese conto che era identico a mio nonno. si guardarono e Lui, Joe, che parlava solo il dialetto, disse di essere il cugino di mio nonno… rimasero nel paesello dei miei solo per un giorno, erano in vacanza in una citta a quasi 200 km dal paesello e avevano preso un taxi solo per cercarci.

iniziarono una serie di lettere e telefonate, di promesse di rivedersi e di racconti.

l’anno scorso, il fratello di Joe, Turi, venne al mio paesello con due figli (Sal e Joe) che sono poco più giovani dei miei genitori, e due nipoti (Mary Beth e Lauren) più piccole di me di qualche anno. devo essere sincera, quando mio padre mi chiamò per dirmi che erano al paesello e di prepararmi perchè ero l’unica che parlava l’inglese e loro non parlavano l’Italiano, ho pensato testualmente “che palle!”

infondo non conoscevo questi tizi americani che venivano al paesello alla ricerca di radici…

e invece…  è successo che da un incontro di poche ore siamo stati insieme per 3 giorni (il tempo che loro sono rimasti al paesello) e ci siamo sentiti una famiglia… quando sono andati via, a giugno dell’anno scorso, ho pianto. mi ero affezionata a loro in soli 3 giorni e dentro di me non sapevo se li avrei rivisti mai più.

invece quest’anno, a giugno, sono tornati di nuovo, o meglio sono venuti solo Turi, Sal e Mary Beth portando con se un gruppo di 15 persone che erano tutte originarie delle zone limitrofe al paesello, sono stati qui per una settimana e in quella settimana sono stata con loro per tutto il tempo che avevamo a disposizione, in quei giorni parlavo più in inglese che in Italiano e ricordo che avevo cominciato a sognare in inglese e a parlare l’inglese anche con gli italiani…

durante l’anno passato mentre loro organizzavano di venire qui noi organizzavamo di andare da loro con un gruppo di altre persone, visto che ad Easton si festeggiava il centenario di una festa Italo-americana che aveva origine da una festa del paesello dei miei. così stavolta, quando sono andati via sapevo che li avrei rivisti dopo 2 mesi…ma lasciare loro e tutti i membri del gruppo è stato triste, tanto che ho pianto di nuovo.

ma l’entusiasmo di rivedere tutti era alle stelle così la mia felicità per l’attesa di conoscere gli altri della famiglia che non avevo ancora conosciuto era tantissima. con questo stato d’animo il 6 mattina, dopo aver fatto la mia valigia rosa ed essere arrivata all’aeroporto, mi mettevo in fila per scrivere i documenti che servono per entrare negli stati uniti e che ti fanno compilare prima di salire in aereo. (dove vivrai? quanto starai? perchè vieni? Un fiornino!!) ….

– CONTINUA-

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Questa voce è stata pubblicata in Amore, casa mia, cose di casa, cronache di vita quotidiana, dentro di me, family, gabry nel paese delle meraviglie, gabry's life, joy, L.O.V.E., un tocco di magia, una signorina con la valigia. Contrassegna il permalink.

10 risposte a Premessa…

  1. Marta ha detto:

    Non vedo l’ora che continui a raccontarci del viaggio!

  2. Simo ha detto:

    E adesso mi metto qui buona buona ad aspettare la seconda puntata… 😉

  3. pensierieperline ha detto:

    aaaah odio il TO BE CONTINUED però dai mi fa assaporare di più tutto il racconto…
    aspetto con ansia la seconda parte… la prima mi ha già visto così –> *__*
    che bello riscoprire radici della propria famiglia *__*

  4. gabry ha detto:

    -@ marta: sto già scrivendo la prima parte 🙂
    -@ simo: ma a te lo posso raccontare anche a voce 🙂
    -@ pensierieperline: beh penso che dividerò in due anche il viaggio perchè altrimenti è troppo lungo come post, è per questo che ho messo da aprte anche questo, altrimenti leggere un post lunghissimo diventa di una noia mortale

  5. Marta ha detto:

    Bravissima! 😀

  6. simobulldog ha detto:

    Che bella questa storia… per me i legami familiari e le radici sono alla base e leggere questa premessa mi fa attendere con ansia il resto!

  7. gemellina ha detto:

    Che bello che la tua famiglia abbia ripreso i contatti con questi parenti lontani… aspetterò le prossime puntate per leggere del tuo viaggio!!! un abbraccio

  8. arthur ha detto:

    Eddai, come si fa a lasciare la gente con il fiato sospeso? 🙂

    ‘nnagg… !!!

  9. brì ha detto:

    anche tu unica anglofona in una famiglia di “nojo vulevon savuar?” ahhahah
    comunque, sarà deformazione professionale ma mentre tu raccontavi questa storia io mi sono immaginata un flash back: la sicilia di 50 anni fa, i tuoi parenti arrivare in America, i sacrifici, le umiliazioni dell’essere italiani, e tadaaaaaan la sicilia di oggi vista attraverso gli occhi di quell’uomo partito bambino, o magari chissà, mai stato prima in Italia?… si insomma, ho scritto la sceneggiatura di un film, e siamo solo alla premessa!! ahahaha bacini TESORO

  10. gabry ha detto:

    -@ marta: Grazie 🙂
    -@ simobulldog: è stato bellissimo, come conoscersi da sempre eppure ci conoscevamo solo da qualche giorno… 🙂
    -@ gemellina: si è stato proprio bello 🙂
    -@ arthur: si chiama suspance… 😉
    -@ brì: già unica anglofona ma non in una famiglia, ma in un paese di “nojo vulevon savuar” ti dico solo che in quel periodo ho dovuto comprare uno spray per la gola perchè a furia di tradurre e di parlare mi faceva male la gola…bacini a te TESORO

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