drive my car

sono le 7.20 di sera. sento salire l’ansia. mi metto le scarpe, prendo la borsa e le chiavi della macchina ed esco.
tira un vento fresco. sono senza giacca, ho una maglia con le maniche a tre quarti. sulle braccia avverto il fresco che entra dentro la maglia e non mi da fastidio, mi piace.

metto in moto e vado. non ho una meta, voglio solo andare. mi fermo davanti ad un’edicola. compre riviste e caramelle e torno in macchina.

mi avvio sulla statale, esco dal paese. non so dove andare, ma continuo a guidare. abbasso entrambi i finestrini, entra aria fredda e profumata. guardo la striscia bianca della strada, una curva, poi l’altra, incrocio una macchina e tolgo gli abbaglianti. la radio suona una canzone. tiro fuori  un braccio a comincio a muoverlo nell’aria…

l’aria è gelata, e il braccio mi diventa subito freddo, ma continuo a tenerlo fuori dal finestrino. l’aria fredda mi arriva anche sul viso.

c’è la luna in cielo e la strada ora affianca il mare, sento l’odore di salsedine e comincio a respirare profondamente. vedo le luci gialle di un paesino che si scaglia sul mare. da quanti anni non ci vado in quel paesino? metto la freccia ed entro nel paese. è deserto, sono giusto poche case che vivono solo in estate.

“guarda un po’, la pizzeria in cui andavamo a 18 anni adesso l’hanno chiusa”. mi arrivano in testa i ricordi di anni passati.

arrivo davanti ad un casello della ferrovia che è ormai da anni una casa. e iniziano i ricordi di quando la famiglia di mia cugina lo prendeva in affitto in estate, si dormiva tutti accampati, e lì vicino c’era un terreno incolto con una galleria che era un’avventura andarci dentro. c’erano sempre rospi enormi.

faccio una curva, passo sotto il ponte della ferrovia e finalmente il mare. il lungo mare è deserto. tutte le gelaterie e i ristoranti sono chiusi. c’è chi dice che il mare d’inverno fa tristezza, io lo guardo e ne sento l’odore e mi trasmette pace.

è tutto illuminato da luci gialle. ormai illuminano tutto con luci gialle. ricordo che all’università ci spiegarono perchè si usano le luci gialle, è una questione di visione notturna e consumo energetico…quindi un motivo c’è…

alla radio passano una canzone che mi piace. batto il tempo con il pollice sullo sterzo.

non so in che stradina sono, ne prendo un’altra, poi un’altra ancora e sono di nuovo sulla statale.

è passata quasi un’ora da quando sono uscita, sulla strada del ritorno ascolto la radio e i miei pensieri. viene giù una lacrima ma solo per portare via l’ansia.

mi asciugo gli occhi con una mano, respiro a fondo, pigio sull’acceleratore e sono pronta, pronta a ripartire.

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la bellezza salverà il mondo
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10 risposte a drive my car

  1. icoloridellarcobaleno ha detto:

    A volte per rasserenarsi basta semplicemente andare e lasciarsi andare un po’

  2. marcoangels ha detto:

    Se le strade sono vuote e i pensieri ancora più veloci, allora sì.. guidare funziona anche con me.. =)

  3. gabry ha detto:

    -@ icoloridellarcobaleno: si è vero. a volte basta solo andare…
    -@ marcoangels: io quando sono nella city metto ipod nelle orecchie e cammino, cammino, cammino per ore. quando sono al paesello guido, faccio chilometri e chilometri, anche 50, 60, vado in paesi vicini, e guido finchè tutto non passa…

  4. Martina ha detto:

    Le mayors del petrolio ringraziano!!! Scherzo…Lo faccio tutti i giorni, salgo in macchina e vorrei non tornare, ma la catenella che ho attaccata alla caviglia a un certo punto comincia a tirare….

  5. simobulldog ha detto:

    Come ti capisco…. c’è stato un periodo della mia vita che lo facevo spesso…girare senza meta, cantando, guardando, a volte piangendo… ma poi stavo sempre meglio!

  6. gabry ha detto:

    – @ Marty: ahahah si si, ormai sono la maggiore azionista dell’esso (unocaneeeee ahahha) comunque probabilmente basta solo allontanarsi un pochino per poi ritornare… e non credo che sia una catenella alla caviglia quella che hai, ma un filo d’oro al cuore 🙂
    -@ simobulldog: è vero, dopo anche io sto sempre meglio

  7. Selene ha detto:

    in questo momento sono dello stesso tuo umore di qualche giorno fa. non ho la macchina, sono le 23.29. prendo le patatine e la lacrimuccia ci starà pure.

    un saluto cara gabry, spero che il tuo momento malinconico sia passato.

    • gabry ha detto:

      non è passato del tutto, è a momenti…ci sono momenti sereni ed altri meno. ma nella somma diciamo che va…. di certo quando mi capita a quell’ora di sera non posso andare in giro in macchina, allora mi metto a guardare telefilm in streaming e così riesco a farmi passare i momenti peggiori….

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