Proposte


ho appena scoperto che Alberto Angela ha compiuto 50 anni.
secondo me è l’età giusta per chiedergli di sposarmi.

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Informazioni su gabry

la bellezza salverà il mondo
Questa voce è stata pubblicata in Amore, anima gemella, Facili entusiasmi per roba da poco, gabry's life, passioni, strani esseri chiamati uomini e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

23 risposte a Proposte

  1. Diemme ha detto:

    Appoggio l’idea e mi propongo come damigella 😀

  2. cipasso ha detto:

    Gabry, è bene sapere che fra una decina d’anni inizierà a mettersi i mocassini con le calze bianche come il padre. Pensaci! 😉

  3. cipasso ha detto:

    non riesco a scriverti!!!

  4. cipasso ha detto:

    Gabry cara… è bene sapere che fra qualche ano inizierà ad indossare mocassini con calze bianche come il padre…insomma pensiamoci bene 😀

  5. cipasso ha detto:

    ohhh sant’iddio!!! volevo dire anno, non ano…mmmmh….

  6. pasqualina02 ha detto:

    Si, non male, belloccio e con il cervello funzionante…una rarità al giorno d’oggi! Non fartelo scappare!

  7. carla ha detto:

    Innanzitutto complimenti per le violette.
    Dunque…. Alberto Angela. Sai che l’ho personalmente conosciuto? E’ moooolto simpatico ma soprattutto “alla mano”. Si parlava dell’intelligenza che hanno i bambini, di come sono perspicaci, interessati al mondo che li circonda e mi diceva che le sue trasmissioni sono seguite da bambini molto piccoli, che riceve molta corrispondenza da parte dei ragazzi, che trascorre molto tempo anche presso le scuole pubbliche e private per parlare delle sue materie e …. e…… te lo dico o non te lo dico? Ce la puoi fare? ….. e che lui ha quattro figli!!!!
    Gabry nessuno è perfetto! Comunque è proprio affascinante e la voce è quella che sentiamo…..
    e dondola un pò come il padre 🙂
    buonanotte

  8. pensierieperline ha detto:

    *_______* che fortuna che ha avuto Carla!! anch’io voglio conoscere Alberto!!

  9. carla ha detto:

    Mettiti comoda che ti racconto.
    Un pomeriggio d’inverno di quattro anni fa uscita dall’ufficio dovevo andare ad acquistare un regalo, insieme a Nadia la mia collega, per un amico/collega che andava in pensione. Appena fuori l’ufficio Nadia mi chiede se possiamo arrivare alla Mondadori dove c’è il suo amico Marco che le deve consegnare un plico. Questione di pochi minuti, mi dice. Marco fa parte dello staff della Mondadori ed è lì per la presentazione di un libro di Alberto Angela “Una giornata nell’antica Roma”. Arrivate alla Mondadori, saranno state le 16 e il ricevimento era previsto per le 18 una gentile signorina ci mette in mano una copia-omaggio del libro di Alberto Angela e Nadia parte alla ricerca di Marco in mezzo a capannelli di gente che stava ultimando i preparativi: chi allestiva tavolini per un piccolo rinfresco, chi accatastava pile di quel libro in bella mostra su tavoli di vimini, chi metteva a punto le luci per le fotografie di rito. Mentre Nadia si allontana come un bradipo da me io mi avvicino ad una poltroncina di velluto per aspettarla le dico ad alta voce: “fai in fretta che se arriva il paleontologo sai che scatole, in ufficio ti ricordo la dieta paleolitica che stanno facendo e sai quanto mi scoccia con tutta quella frutta sempre in giro sui tavoli, le noci che finiscono in mezzo alle pratiche, nei raccoglitori e questo libro lo metto come spessore sotto il monitor”. (p.s. in quei giorni ci avevano consegnato le nuove poltrone ergonomiche da scrivania ma poiché il monitor del computer restava troppo basso, avevano consigliato di mettere delle risme di carta da fotocopie sotto la base dello schermo per alzarlo e portarlo parallelo agli occhi per non affaticarci. Quel libro lo volevo utilizzare come “spessore”. Tu pensa dove la mia mente arriva e poi mi lamento se Marco Masini canta “brutta stronza….”)..
    Nadia prende il largo ed io una bella “cantonata”. Quel tizio seduto alla scrivania di spalle all’entrata che autografa i libri, è LUI. Aveva sentito tutto e lentamente si stava girando verso di me. Quante volte nella vita avrei voluto sprofondare, quella volta no, avrei voluto che una trivella scavasse un bel cilindro di due metri sotto i miei piedi, calarmi come uno stuzzicadenti quando controlli se il pan di spagna è cotto, colatina di cemento sopra alla testa e amen. Ero senza la più sottile speranza, neanche di carta velina, nulla. Mi guarda, sorride da matti si alza e mi tende la mano. Mi tende la mano a me che l’avevo in qualche modo oltraggiato: che schiaffo morale! Bestia che sono.
    “Quindi”, mi dice “mi utilizzerà come spessore di non so cosa. E credo anche di non esserle affatto simpatico”.
    “Guardi è tutto un equivoco” provo a discolparmi, gli racconto a grandi tratti quello che volevo intendere e scopro che è di una simpatia unica. Mi chiede di arrivare al bar lì vicino per un caffè ed io lo seguo, Nadia me l’ero pure dimenticata. Al bar mi racconta un sacco di cose, che ha una sorella con gli stessi interessi suoi e del padre, ma che non appare in tv come loro due. Mi racconta del padre e di come abbia saputo a loro due ragazzi trasmettere la sua stessa passione e di come adesso lui stesse cercando di fare altrettanto con i figli e le cose che ho scritto nel commento precedente.
    Quando siamo rientrati al ricevimento ha insistito per farmi un autografo (personalissimo) sulla copia del libro che avevo in mano, ho recuperato Nadia e l’ho salutato come un vecchio amico.
    Soddisfatta?

    • Diemme ha detto:

      @Carla: hahahaha, ma lo sai che anche a me è capitata una cosa simile? Un mio amico, attorucolo di teatro, mi aveva invitato a uno spettacolo, in dialetto “padoano” e ambientato nel medioevo, pensa tu! Mi siedo praticamente in prima fila, dove ci sono tre persone che parlano tra di loro. Una di queste dice che lo spettacolo non sarà lungo, e io m’intrometto esclamando con enfasi “Meno male, finalmente una buona notizia! Sono stata costretta a venire, ma al pensiero di uno spettacolo su un argomento del genere e per di più in dialetto, mi sarei tagliata le vene!”.

      Che dirti, i tre personaggi erano il proprietario del teatro, il regista e il protagonista… 😯

      • carla ha detto:

        @Diemme: allora “mal comune mezzo gaudio”. Ahimè sono piuttosto avvezza a mettermi nei guai da sola, senza il minimo aiuto, che so una spintarella…niente, mi infilo tranquillamente in vicoli ciechi e poi per tirarsi fuori ce ne vuole. Quella volta però Alberto Angela fu un vero gentleman anzi ti dirò ci rideva su come un matto ed io con lui. Continuava a dirmi “sei mesi ci ho messo per scrivere non un libro di spessore ma uno spessore a forma di libro!”
        Erzicovina non c’entra nulla però fammi dire che “la classe non è acqua”. Lì di classe ne ho vista tanta tanta……

        • gabry ha detto:

          ecco Carla, detto ciò posso dire che amo ancora di più Alberto. comunque sapevo della sua simpatia anche perchè so bene che è diventato molto amico di Neri Marcorè dopo l’imitazione che gli ha fatto Neri. tanto che a volte vanno in vacanza insieme 🙂 niente. LO AMO!
          Ify certo che anche tu ahahahahahahah

  10. larosaviola ha detto:

    l’ho sempre ammirato anche io!

  11. Diemme ha detto:

    @Carla: la cultura verà riveste le persone di semplicità, e semplicità e cultura insieme donano una classe innata e sorprendente 🙂

    • gabry ha detto:

      secondo me più le persone sono di un certo spessore (e non intendo spessore da mettere sotto una schermo muahahahahah) e più sono alla mano, solo chi non conta nulla si atteggia a super uomo

  12. arthur ha detto:

    Allora, andiamo per ordine:

    @ Gabry: confermo il tuo amore sviscerato per Alberto Angela, è da quando leggo il tuo blog (circa quattro anni? 🙂 ) che lo sento dire, per cui credo che meriteresti senza ombra di dubbio di essere ricambiata dal tipo in questione, mannaggia. Che poi a noi uomini questi bellocci simpatici e per giunta intelligenti non ci sono molto simpatici, però sconfesso la regola, a me è sempre stato molto simpatico e… soprattutto lontano dalla portata delle mie probabili passate, presenti e future conquiste. 😆

    @ Carla: mi hai fatto ridere con le lacrime agli occhi, mannaggiatte, che tra l’altro tra un singulto ridereccio e l’altro, mi son fatto fuori ben due confezioni di Kinder Bueno che il figlio di un mio collega aveva dimenticato stamattina sulla mia scrivania. 😆 😆 😆 Prima mi ero mangiato un arancino di riso e un pitone che erano divini.
    ‘nnagg… mi sento già in colpa, adesso dovrò andare a fare un anticipo dei miei 7.000 passi, altrimenti la cosa è assai grigia, porcacc… !!!

    Ma scusa, visto che vi eravate conosciuti, hai annotato anche il suo numero di telefono? E no, perché così lo passavi a Gabry (se non sapevi cosa fartene), chissà che magari… 🙂

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