Domeniche estive.

Vivo sul mare e se c’è un giorno in cui io non vado al mare è la Domenica.
Si lo so che è un lusso che mi posso permettere solo perchè vivo a 3 minuti dalla spiaggia, ma io il mare di domenica proprio non lo tollero, o meglio non è che non tollero il mare, perchè quello lo amo sempre, io non tollero la fauna di imbecilli che la domenica popola la spiaggia; una bolgia infernale di bambini, adulti, urla, palloni, palette e secchielli e varie…
Se riesci a parcheggiare, devi farti largo tra le persone per trovare un tratto di spiaggia dove poterti stendere e devi essere abbastanza fortunata da trovare vicini di ombrellone che siano quanto meno civili, pretendere anche l’educazione sarebbe una richiesta un po’ troppo eccessiva.
Io sono amante della solitudine. Mi piacciono le spiagge deserte, quelle in cui tra me ed il mio vicino ci sono almeno 200 mt. In quei casi arrivo, stendo l’asciugamani, mi spoglio, prendo occhiali da sole, cappello e libro, scelgo una pietra di forma e dimensioni adeguate, la metto sul bagnasciuga e ci resto appollaiata a leggere in santa pace fino a che non decido di andare via.
“Solità Santità” si dice dalle mie parti.
Ecco, la domenica tutto ciò è impossibile. Ma domenica scorsa mia cugina voleva andare al mare e ha insistito fino allo sfinimento. Ho acconsentito solo a patto di andare in spiaggia non prima delle 16.30 quando già buona parte degli Unni si preparano per andare via.
Riusciamo a parcheggiare e vengo accolta in spiaggia da questo

10408048_10203669765000721_1274419039450740500_nUna bacinella azzurra rotta, abbandonata lì, nel bel mezzo della spiaggia che, giusto per essere sicuri che non volasse via, qualcuno aveva ancorato mettendoci dentro un paio di sassi. E già iniziamo malissimo.
Stendo l’asciugamani, mi sdraio, prendo il libro e quando alzo lo sguardo per guardare il mare vedo galleggiare in acqua una cosa gialla. Mi tuffo, la raggiungo, la prendo e la porto a riva, è un setaccino per bambini

mi riprometto che se nessuno verrà a chiedermelo a fine giornata lo butterò nei cassonetti (che per inciso sono a 150 mt, esattamente sulla strada che confina con la spiaggia).
Passa qualche minuto e i tizi accanto a me, che avevano messo su una tendopoli di tutto rispetto, decidono di andare via, e così raccolgono il loro rifiuti, li legano con un pezzo di spago e li abbandonano in spiaggia a 3 mt da loro… mi dico: “ok, li hanno messi lì solo per tenerli lontani e poi li butteranno via non appena se ne andranno”… e invece no, li stanno proprio lasciando lì.
Prendo la bacinella blu, mi avvicino ai rifiuti e guardando i tizi che stavano ancora facendo la spola tra la spiaggia e la macchina per smontare l’accampamento che avevano messo su, urlo “Gli incivili che lasciano in spiaggia il ricordo della loro imbecillità proprio non li tollero”. Mi guardano con l’espressione della mucca che vede passare il treno. Prendo i rifiuti li infilo nella bacinella e faccio i 150 mt che mi separano dai cassonetti buttando tutto lì dentro

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Io ancora non posso credere che esista gente che pensa che il mare e la spiaggia siano una pattumiera dove lasciare un chiaro segnale della loro imbecillità, contando sul fatto che tanto qualche altro cretino pulirà lo schifo che lasciano.
E credetemi che capita spessissimo.

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la bellezza salverà il mondo
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4 risposte a Domeniche estive.

  1. arthur ha detto:

    Beh qui da te, dove vuoi che torni. 🙂
    Ti avevo letto prima di corsa e con un sorriso pensavo alle tue considerazioni sugli Unni, che detto così sembrerebbe gente venuta da un altro mondo e invece, sono le stesse persone che magari solo perché le sorpassi con la macchina, grande sgarbo in effetti, ti tira dietro ogni maledizione. Oppure sono le stesse persone che solo perché la sera innaffi le piante sul balcone e un po’ di acqua – malcapitata – arriva sul loro balcone, succede l’ira di Dio.
    Ha reagito così un mio vicino di casa l’altra sera, anzi, il giorno dopo mi ha fatto chiamare dall’amministratore del condominio, perché a suo dire avevo buttato secchiate d’acqua sul suo balcone e invece era soltanto un po’ d’acqua, poca e misera acqua, di rimando dalla pianta. Lui invece è l’unico che lascia imperterrito la moto nel corsello del garage pur non potendolo fare e ricarica la batteria della radio sempre della sua moto collegandosi alla luce condominiale. Ma sai com’è, certi bifolchi se li tocchi nella loro misera esistenza protestano con tutta la forza che hanno in corpo, fa nulla se poi se ne strafregano delle cose degli altri.
    In genere chi non ha rispetto per le cose altrui è il più intollerante, e chissà come mai.
    Ma al di là di tutto questo, credo che sia innata nell’Italiano la mancanza di educazione civica, siamo un popolo senza amor proprio, le bellezze, tante purtroppo, sono considerate come una cosa normale da usare a proprio uso e consumo.
    Detto questo, pur essendo in genere abbastanza tollerante, anch’io non amo la confusione al mare, sarà che la mia infanzia l’ho passata in posti meravigliosi. Quando ero ancora in Sicilia, fino ai sedici anni circa, andavo al mare a Milazzo, a capo Milazzo per l’esattezza, che forse conoscerai, lì sotto mio zio aveva riadattato una casa di pescatori e si andava a passare non solo le vacanze, ma anche tutti i fine settimana, abitando noi a Messina. Sole, mare, scogli e una solitudine, anche se spesso c’era gente a pranzo e a cena, impagabile. Poi per qualche anno ho passato le mie vacanze a Lipari, a Canneto di Lipari per l’esattezza, una casa da me ristrutturata che era direttamente sulla spiaggia, una meraviglia. Stavo praticamente tutto il giorno in costume da bagno, la mattina aprivo la porta di casa e d’avanti il mare. La domenica arrivava qualche Unno locale, ma poca roba.
    E poi, e poi… beh, li facciamo fuori questi Unni bifolchi oppure no? 🙂
    Un’affogatina magari con secchiello compreso e chi si è visto s’è visto.
    Ciao bella Signora, ‘notte! 🙂

    • gabry ha detto:

      Io sono convinta che i bifolchi da spiaggia il più delle volte non siano “gente di mare”: Sono per lo più cittadini o, peggio, montanari. Questo perchè chi vive sul mare sa che se lascia la sua munnizza sulla spiaggia, sta certo che l’indomani la ritrova lì dove la ha lasciata, cioè nella SUA spiaggia.Secondo la mia esperienza i “marittimi” da week end, queste accortezze non ce l’hanno e il più delle volte sono una manica di ignoranti che vengono da posti in cui il mare non c’è.

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